Già a partire da parecchi anni prima del 1892 ai parrocchiani di Velva era venuto il pensiero e il desiderio di fabbricare sul valico del colle una piccola cappella in onore della Madonna, non potendo colle loro poche sostanze fare di più.[1]
Questo l’incipit di una Storia del Santuario edita negli anni immediatamente successivi alla inaugurazione dell’edificio sacro, avvenuta il 29 Agosto 1895.
Una storia che prelevata dalle pagine di una pubblicazione di sua natura strettamente legata all’ambiente religioso, di cui sono permeati i suoi termini, e calata nel contesto storico della comunità che la interpreta, ci restituisce un quadro assai più articolato e complesso di quello offerto dal racconto tramandato da quel libricino.
Questo non significa assolutamente che quella pubblicazione sia priva di valore storico e non rappresenti una fondamentale testimonianza di fatti e personaggi protagonisti di una vicenda che ha attraversato la vita di una comunità per un paio di decenni. Solo occorre osservare che inevitabilmente, e coerentemente diremmo, il taglio di tale raccontare non poteva essere che quello dettato da criteri esclusivamente figli di un’agiografia religiosa.
Per approfondire vedi; Un Santuario e una comunità – Fausto Figone 2019